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10 ottobre 2007
La cultura dei graffiti: archeologia virtuale di un fenomeno urbano reale
 

Gli spazi urbani sono camaleontici. Lo sono per loro natura, in quanto contesti in continua evoluzione. Lo sono in virtù del contributo spontaneo dei loro residenti che possono modificarne il look naturale a seguito di interventi di vario genere In realtà non si è mai riusciti a ricostruire una vera ‘paleontologia’ dei contesti urbani moderni.

Mai si è riusciti a registrare lungo una immaginaria timeline le evoluzioni architettoniche di un qualsiasi contesto urbano. Solo la cinematografia e le nuovo tecnologie hanno il potenziale per farlo. Tra tutti gli elementi che sono espressione della vitalità di un urbe ci sono sicuramente i graffiti. Potremmo definirli lo strato camaleontico ed epidermico di una città. Scritte che mescolano alla semantica del verbo il senso del grafo, del segno, che si rinnova incessantemente in un continuo movimento figlio dei tempi che viviamo. Sono nello stesso tempo uno strano connubio tra vandalismo, virtuosismo, sovversione e voglia di esprimere se stessi. Sono indubbiamente un fenomeno interessante.

I graffiti sui muri sono spesso ritoccati, in una sorta di arte partecipativa in cui ogni nuovo graffittaro aggiunge senso e significato ulteriore al dipinto originario. Il muro diventa lo spazio capace di ospitare un dialogo che da privato si fa pubblico, da vocale si fa visivo, da scritto si fa disegnato. Un interessante tentativo di catturare l’evoluzione dei graffiti nel tempo lo fa il sito Graffiti Archeology.

Nelle sue pagine si possono trovare collage interattivi di fotografie fatte a più riprese ad alcuni muri. Le foto sono sovrapposte precisamente ed è possibile navigare lungo una barra temporale le varie versioni dei graffiti che si sono stratificate sul muro. Scorrendo le varie versioni è possibile notare come si sia modificato nel tempo lo stile del graffittaro, ma è anche possibile notare quale dialogo si sia innescato tra lui e gli altri colleghi intervenuti successivamente su quello stesso dipinto.

L’archivio di Graffiti Archeology attualmente conta graffiti solo di alcune città americane, ma le intenzioni sono di raccogliere testimonianze un po’ da tutto il mondo. Gli autori del sito vorrebbero realizzare un archivio online che sappia testimoniare come i graffiti possono evolvere nel tempo. Hanno aperto anche una galleria su Flickr. Le pitture sui muri sono sempre state un fenomeno sociale dietro al quale si riuniscono delle vere e proprie comunità virtuali di giovani che vogliono poter dire la loro sulla città, sullo spazio, sul mondo in cui vivono. Raccoglierne le evoluzioni in un archivio virtuale è opera sicuramente interessante per sondare le nuove forme di comunicazione del mondo giovanile urbano.

(Autore foto: Flickr Graffiti Archeology empedocle70 - Authorization Licensed)

10 ottobre 2007

Marco Bennici


www.innonation.org

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