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BIRRAePANINO
 
 

30 agosto 2010
Esce il 28 settembre 'Alien' il nuovo disco di piano solo di Giovanni Allevi
 

“ALIEN” è il titolo del nuovo disco di inediti di piano solo del compositore, pianista e direttore d’orchestra GIOVANNI ALLEVI che verrà pubblicato il 28 settembre (prodotto da Bizart e distribuito da Sony Music). Il disco è stato registrato presso il prestigioso Auditorio dell’RSI - RADIO SVIZZERA ITALIANA a Lugano, luogo “sacro” della musica classica dove hanno suonato negli anni grandissimi artisti, da Igor Strawinsky a Martha Argerich.

«La creazione musicale mi porta in luoghi talmente lontani dalla quotidianità, astratti e al tempo stesso emotivi, che ogni volta mi ritrovo a guardare il mondo con occhi nuovi, tanto da sentirmi un alieno circondato da alieni. “ALIEN” - racconta ALLEVI - è un disco sperimentale, dove la ricerca musicale è tesa verso la dilatazione delle forme e il raggiungimento di una purezza maniacale del suono, volti ad esaltare le sonorità e i ritmi della contemporaneità.»

GIOVANNI ALLEVI ha appena concluso un lungo tour internazionale di pianoforte solo che lo ha visto impegnato in Italia ed Estremo Oriente (Cina, Corea e Giappone), ma che non gli ha impedito di immergersi in studio di registrazione per la realizzazione del suo nuovo album.

30 / 08 / 2010


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28 ottobre 2009
Costruire piazze del sapere. La biblioteca del futuro è alla Edison di Livorno venerdì 30
 





Quale ruolo per le biblioteche del futuro? Devono essere un servizio. Funzionare come una piazza, un luogo d’incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere. Le biblioteche devono cambiare ruolo e aspetto. E’ questa l’idea che Antonella Agnoli presenta nel libro “Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà” edito da Laterza. Sarà proprio lei ad aprire insieme a Marianella Sclavi e Susan George il Caffè Creativo del 30 ottobre presso il Caffè della Libreria Edison di Livorno alle ore 21.00. Alle 17.00 l’autrice invece presenterà il libro sempre presso la Libreria Edison.

Anche questo Caffè si inserisce all’interno delle iniziative del Settembre Pedagogico. Dopo trent’anni di lavoro in biblioteca e ora come consulente di architetti e di amministrazioni pubbliche in Italia e all’estero, la Agnoli nel 2001 ha fondato la biblioteca San Giovanni di Pesaro, diventata esemplare. Quando l’ha lasciata, nel 2008, su una popolazione cittadina di 96 mila abitanti, gli iscritti erano 26 mila (quasi il 30 per cento). Dopo Pesaro, Agnoli è andata a Londra, a Idea Store, una serie di biblioteche, ma non solo biblioteche, promosse da un altro italiano, Sergio Dogliani. Un punto di vista sicuramente interessante da ascoltare il suo, cogliendo dalle sue parole spunti e osservazioni per riprogettare insieme i nostri luoghi del sapere, le nostre biblioteche ed i nostri spazi dedicati alla cultura.

Il format dei Caffè Creativi è stato pensato dall’Associazione Laboratorio Labronico per favorire al massimo l’interazione tra cittadini ed esperti. Dopo un lancio di 15 minuti, ai tavoli tutti i partecipanti avranno modo di esporre proprie idee e punti di vista traducendoli in istanze progettuali da avanzare nei confronti dell’amministrazione pubblica e dei soggetti direttamente interessati nella tematica in programma. Un facilitatore per ogni tavolo stimolerà il dibattito, raccoglierà i vari punti di vista e cercherà di stimolare tutti a pensare alla tematica in maniera innovativa.

“Costruire piazze del sapere: quale cultura dell’innovazione ed quali biblioteche per la cultura?”: il Caffè del prossimo 30 ottobre sarà un’occasione per confrontarsi sul tema dei luoghi del sapere e per individuare nuove strade da percorrere sia a livello di amministrazione di questi spazi, sia a livello di utilizzo degli stessi da parte dei cittadini. Le nuove traiettorie delle biblioteche possono incontrare quelle dei centri commerciali? Si, senza però confondersi direttamente con essi e richiamandone a livello architettonico colori e giochi di luminosità, ammette la Agnoli.

«Il San Giovanni è in un antico convento, e nella ristrutturazione l’abbiamo concepito come una strada coperta, un luogo di passaggio da un punto all’altro del centro storico»,. «Le sezioni al piano terra, quelle per i bambini, per l’informatica, per la musica o l’arte, sembrano dei negozi: insomma la biblioteca deve somigliare sempre meno a un ufficio dell’anagrafe e sempre più a un luogo di qualità». La biblioteca San Giovanni è aperta il sabato e la domenica. Come Idea Store a Londra. Anche se, avverte la Agnoli, «ogni biblioteca ha una storia a sé». Il primo degli Idea Store è nato a Tower Hamlets, quartiere londinese di 215 mila abitanti, per metà immigrati, provenienti in particolare dal Bangladesh. Al suo interno si può trovare un centro commerciale con caffetteria e grandi cartelli segnaletici. I risultati? «Ottimi: la media dei frequentatori di biblioteche a Londra è del 51 per cento, a Tower Hamlets è il 56».

Credit immagine: Federico Aliberti

17 ottobre 2009
La difficile partita tra democrazia e stato di diritto. Garanzie e contrappesi ed il ruolo di una vera opposizione di governo
 

 

“La difficile partita tra democrazia e stato di diritto”. Lo intitolerei così un saggio sulle vicende politiche e giuridiche di questi giorni. Dalle mie reminiscenze di studente di giurisprudenza provo a ricostruire una mappa anche alla luce delle parole scritte da Zagrebelsky sulle pagine di Repubblica di ieri. Democrazia e stato di diritto, due poli attorno a cui costruire lo stato contemporaneo o costituzionale che dir si voglia. Due poli apparentemente uniti ma allo stesso tempo enormemente distanti se visti da destra o da sinistra. Una sensazione ancora più forte dopo avere assistito alla puntata di Anno Zero di ieri sera.

La democrazia per la destra, lo stato di diritto per la sinistra. Questa tensione sembra non essere stata ancora risolta nel nostro paese. Viene a mente il saggio ‘Destra e Sinistra’ di Norberto Bobbio. Libertà uguale uguaglianza oppure uguaglianza uguale liberta? Si è liberi se uguali o si è uguali se liberi? E’ veramente una partita difficile quella che si sta giocando. Una partita in cui il concetto di democrazia e quello dello stato di diritto sono stressati allo stremo.

Il tentativo del nostro Presidente del Consiglio di affermare la sua legittimazione in quanto eletto dal popolo è portato fino alle estreme conseguenze di ritenersi super partes rispetto alla legge, specialmente se questa viene interpretata da giudici ritenuti dalla maggioranza di governo di sinistra. Dall’altra parte del campo sta lo stato di diritto a veglia del quale sta la sinistra pronta e segnalare qualsiasi forma di torsione anomala dello stesso. Con le accuse di manovrare una giustizia ad orologeria più volte sollevate dagli esponenti del Pdl. Scendono in campo anche alcuni giornali chiamati a fare da guardiano all’idea stessa di stato in generale.

Fa riflettere in tutto questo alternarsi di voci il dato del voto degli italiani. Hanno scelto in maniera decisa di avere un governo di centro-destra, senza alcune titubanza nei confronti del candidato premier. Non temo a dichiararmi progressista, anche se attualmente non mi riconosco nel PD. Eppure non riesco nemmeno a non dare peso a quel voto politico di milioni di italiani che hanno scelto Silvio Berlusconi come capo di governo. Si può poi ovviamente discutere del sistema elettorale, delle preferenze non espresse sui singoli candidati e sul numero di voti che in questa ultima tornata sono serviti per formare una maggioranza in Parlamento.

Nello stesso tempo avverto forte la tensione che nel paese si sta creando tra un concetto forzato di democrazia ed un altro concetto fin troppo garantista di stato di diritto. I contrappesi istituzionali ci sono. Anche se sottoposti a continui attacchi ci sono. E quando è opportuno che intervengano sembrano fare il loro lavoro. Il verdetto della Consulta sul Lodo Alfano ne è un chiaro esempio. Non nego comunque che ci possa essere un pericolo di stravolgimento di alcuni degli assi attorno a cui si muove la nostra democrazia. Lo vedo in primis non tanto nelle intenzioni malvagie di un irresponsabile presidente del governo, quanto nell’acuirsi dei toni del dibattito politico e giuridico e nelle conseguenze che questo muro contro muro potrà portare.

Mi chiedo continuamente quando tutta questa situazione si potrà normalizzare con un governo pienamente riconosciuto come tale ed una opposizione al suo posto a fare l’opposizione. Sta proprio a quest’ultima prima di tutto ripristinare un dibattito civile e pacato. In gioco c’è un’idea di Italia ancora tutta da ridefinire. L’opposizione stessa è in via di ridefinizione. Dalle primarie di domenica prossima mi auguro esca una forte leaderdship, in grado di imprimere una guida decisa al partito. Sono scettico nei confronti dell’operazione PD fin dall’inizio. Ma più volte mi sono dichiarato disponibile a ricredermi. Fino ad oggi non è successo.

Non auguro al Partito Democratico un ballottaggio, all’ombra di esso si nasconderebbero sottili compromessi che segnerebbero probabilmente la fine della sua esperienza politica. Sta proprio nella presenza in Parlamento di una forte opposizione uno dei primi contrappesi nei confronti delle derive populiste tanto temute. Opposizione fatta di idee prima che di numeri. Fatta di visioni di un paese che può essere ricostruito solo a partire dal basso e dal collettivo di tutte le forze in grado di dare corpo, cuore e sostanza a quelle idee. Un’opposizione che tutto sommato continuo in mezzo a tanta confusione a non vedere.


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31 luglio 2009
Sperduti e naviganti si incontrano ad Effetto Venezia. Il programma 2009 della kermesse labronica
 

Manca poco meno di 24 ore ad Effetto Venezia. L’estate labronica si accende di colpo agli inizi di agosto con la tradizionale festa del quartiere Venezia. Un programma tutto da navigare data la quantità di appuntamenti offerti ai visitatori. Arrivano anche i primi commenti al sito della kermesse poco leggibile da parte di coloro che non essendo di Livorno non sono abituati a muoversi in città.

Musica, spettacolo, arte culinaria, arte ed incontri. Gli ingredienti per passare dieci giorni spensieratamente ci sono tutti. Lo spirito labronico viaggia nelle strade dove intanto sono in corso i preparativi perché anche stavolta tutto riesca la meglio. Colpisce comunque la mancanza di informazioni sugli eventi in programma. Il sito ufficiale della manifestazione non è di immediata navigabilità. Molto più utili le pagine uscite su Il Tirreno per definire la mappa del territorio vivo di questa tradizionale kermesse estiva.

E’ una festa popolare da cui nessuno deve sentirsi escluso. Tutti gli spettacoli sono gratuiti. Il tema di quest’anno è ‘La Voce’. Tutto ruoterà attorno a questo concetto. Tanta musica ovviamente. Ma anche un sano incontrasi attorno all’atmosfera vera e cordiale di una città che ha da sempre fatto dell’incontro con l’altro e con il diverso il proprio punto di vista. Una città in cui dare e trovare spazio anche nella creatività e nella fantasia. Una città che non è un sogno ma che vuole concedersi per almeno qualche giorno la capacità alta ed apprezzabile di sognare.




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27 aprile 2009
ARRIVA NELLE RADIO ‘COME TE NESSUNA MAI’, IL NUOVO SINGOLO DEL CANTAUTORE MARCO BENNICI
 

‘Come te nessuna mai’ è il secondo singolo estratto da ‘Tutto il rumore del mondo’, il primo album del cantautore Marco Bennici. Di origini labroniche, Marco si è formato presso la Hope Music School di Frascati, scegliendo di cantare alcuni percorsi che vanno ad intrecciare fede e vita quotidiana. Arriva a questo suo primo lavoro discografico già in distribuzione digitale su cdbaby.com/cd/marcobennici e sulle maggiori piattaforme di download di internet.

La canzone è una ballata sentimentale caratterizzata dal solo accompagnamento di pianoforte. “L’amore è così”, afferma Marco, “stupisce per la sua semplicità ed allo stesso tempo per la complessità di cui è profondamente intriso”. Nel testo del brano l’autore traduce un sentimento bello e combattuto in un dialogo con la persona amata fatto di immagini di viva realtà quotidiana. Questo singolo segue ‘Non abbiate paura’, il brano su Giovanni Paolo II arrivato nelle radio l’estate scorsa in coincidenza con la Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney.

L’album è prodotto dalla Madamadorè discografica, etichetta indipendente di Marco Natali. Propone un percorso molto vario, spaziando attraverso vari generi musicali. Pop, rock sinfonico e corale si mescolano nella sequenza delle tredici tracce a dare voce al vissuto di un ragazzo che non ha mai smesso di interrogarsi. Costretto all’età di diciotto anni a fermare gli studi per un paio di anni per un grave incidente stradale, Marco dedica un po’ di tempo a capire quale sia il segreto che permette alla musica di emozionarlo.

myspace.com/marcobennici


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2 marzo 2009
Arriva da lontano il canto delle balene


Un lontano suono delle cose ... Per la quarta volta in tre mesi vi e' stato uno spiaggiamento di massa di balene nello stato-isola di Tasmania in Australia, ma grazie allo sforzo congiunto di oltre 150 fra ranger e volontari, oggi ne sono state salvate e riportate al largo 54, di un branco di 194 balene pilota che si erano arenate ieri su una spiaggia di King Island nello stretto di Bass, che divide la Tasmania dal continente. Diverse da me, ancora distese là .... Con le balene si erano arenati sette delfini dal naso a bottiglia, cinque dei quali sono stati riportati al largo. A cercare ancora nuove pose, nel suono che va, che gira ogni pagina ....  Le balene, di una specie relativamente piccola, fino a 5 metri di lunghezza, avevano continuato ad arenarsi per ore domenica sulla spiaggia di Naracoopa e nonostante l'intervento immediato dei soccorritori, 130 erano gia' morte a mezzogiorno di oggi. Per tutto il pomeriggio e fino a sera, sono stati usati motoscafi ed moto d'acqua per trainare al largo con l'aiuto dell'alta marea, 15 alla volta, le balene i delfini che erano rimasti nell'acqua bassa ed erano sopravvissuti. Tutti i cetacei sopravvissuti sono stati 'etichettati' per seguirne i movimenti, e domattina sara' effettuata una ricognizione per individuarli. ''Sembra che le balene liberate si siano unite ad un branco che si stava alimentando al largo, ma e' troppo presto per sapere se resteranno in mare aperto'', ha detto Chris Arthur, del servizio parchi nazionali e fauna. ''E' sorprendente, alcune muoiono subito, altre sopravvivono per giorni'', ha aggiunto. ''Le balene pilota sono animali piuttosto robusti, lo abbiamo visto nel passato. Finche' sono vive, c'e' speranza''. Il sindaco di King Island, Andrew Wardlaw, ha avuto parole di elogio per i residenti dell'isoletta che si sono lanciati nelle operazioni di salvataggio. ''Famiglie intere, bambini, genitori e nonni, si sono dedicati per tutto il giorno, sotto la guida dei ranger. Sono stati eccezionali'', ha detto. E' il quarto spiaggiamento di massa nel nordovest della Tasmania dallo scorso novembre, che porta il numero totale in tre mesi a piu' di 400. In gennaio sono morti su un banco di sabbia presso un'altra spiaggia della Tasmania 45 capodogli, nonostante i soccorritori si fossero adoperati per giorni per tenerli bagnati, mentre cercavano di spingerli verso il mare aperto. Il 29 novembre avevano incontrato lo stesso destino 155 balene pilota, e due settimane prima altre 64 della stessa specie. Gli spiaggiamenti di massa di balene, durante le migrazioni annuali dalle acque antartiche verso quelle tropicali a nord, e poi di nuovo verso sud, si verificano periodicamente in Australia e in Nuova Zelanda per ragioni non ancora comprese. Una delle cause ipotizzate e' l'interferenza con il loro sistema di orientamento di vibrazioni e suoni prodotti da attivita' umane in mare. (ANSA).

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22 febbraio 2009
Conoscere ragioni e colori di tutto quello che succede intorno


Lapsana apogonoides da jam343.

Conoscere ragioni e colori di tutto quello che succede intorno. Prendere appunti sulle pagine di una storia ancora da scrivere, senza mai anticipare niente e sollevando il telo della storia per cogliere motivi e percorsi di ciò che lentamente ci corre sotto. Sentire una poesia passare a filo di vento da una porta socchiusa che ancora non sbatte, allacciando l'orecchio ad un rumore che viene da lontano.
Passare le parole dalla mente al cuore, cercando di rinfrescarle e di dare loro un senso che possa irrobustirle prima della loro composizione. Il correre del pensiero che non lascia mai la coscienza, mentre resta in attesa fuori della porta questo grande sentimento di esistere che chiede solo di esistere e di essere testimonianza.

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16 febbraio 2009
Tutto il rumore che viene da lontano
 


E' tutto il rumore del mondo a scuoterci dentro ed a farci riconoscere come uomini di fronte alle passioni e di fronte agli occhi di coloro che indifesi ci guardono chiedendoci ragioni e colori di tutto quello che succede intorno. Sto pensando agli occhi dei bambini di un continente lontano, quelli capaci di farti capire in un istante tutto l'immenso mistero della vita e dell'amore, quelli capaci di farti trasalire e di farti guardare intorno ricoscendo gioie e fortune fino ad allora mute ed ignorate. A questo sto pensando in questo momento, mentre cerco le parole giuste per saperlo dire.

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10 febbraio 2009
Le coscienze alluvionate di tutti gli italiani


Le coscienze alluvionate sono ancora stese a cercare rifugio. In un posto qualunque dove potersi scuotere di dosso tutto questo rumore informe di parole, di distinguo e di sentenze. L'anima collettiva del paese è ancora attonita dalle immagini trasparenti di questa storia. Nella luce fioca di una stanza rialzarsi nel silenzio e dove il tempo ha lasciato solo ferite mettere un sorriso e lentamente ricominciare.

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7 febbraio 2009
Sperando che a guidarci non sia solo la nostalgia



Lo spunto nasce da un articolo letto ieri sera su Laura Pausini nella rivista della SIAE. Quante sono le canzoni che parlano di 'nostalgia'? Probabilmente è uno dei temi più battuti nella canzone italiana, anche in quella d'autore. E' comunque un territorio abbastanza comune, abbastanza facile da affrontare. Per quanto possa risultare infantile come dimensione, la nostalgia è una dimensione in cui si sta tuttosommato bene. E' uno dei tanti modi per arrivare al fondo di noi stessi. 

 Lo spunto critico adesso è riuscire ad emozionare senza necessariamente tornare alla nostalgia. Parlare di speranza ed emozionare, parlare di amore ed emozionare, parlare di amicizia ed emozionare. Senza però toccare la leva sicura della nostalgia, o almeno non giocando esclusivamente con essa. Perchè l'altro lato della nostalgia è la poesia, è la faccia buona della nostalgia, quella di chi sa guardare avanti sempre con rinnovato vigore.

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